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Per una strada by
Emanuele Marcuccio
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www.joetiziano.it.
Immagine di sfondo da: http://www.freshwallpapers.eu/uploads/wallpapers/2010/11/09/1595/ccab1db3790ed70b4b8e25e9062416bd.jpg
Il sito "freshwallpaper.eu" mi ha autorizzato ad utilizzare
questa immagine a mia discrezione, come copertina del mio dramma epico
d'Islanda, il mio prossimo libro.
Ecco il testo originale della mail: «Well you can use the image for your book
cover for free, how you use it, its up to you. You can remove the watermark if
you wish so (I prefer you won’y but it’s up to you). Good luck with your book».
Ringrazio un amico poeta per la traduzione della mail: «Puoi usare liberamente
l'immagine come copertina del libro, come utilizzarla è a tua discrezione. Puoi
rimuovere il watermark se vuoi (ma preferirei di no, comunque è a tua
discrezione). Buona fortuna col tuo libro.».
E un'amica pittrice mi ha detto che sarà orgogliosa di farne un dipinto, la cui
immagine sarà utilizzata come copertina del poema.
Il mare abbraccia montagne, il dolore abbraccia la speranza, la speranza di
commuovere cuori di pietra in un'alba d'amore, di pace e libertà.
Questa è la sintesi del messaggio che ho voluto lanciare con la scrittura degli
oltre 2000 versi del poema (mi manca di terminare di scrivere il quinto ed
ultimo atto), di cui questa immagine costituisce la sua perfetta sintesi
immaginifica.
Vado adesso a proporre alla vostra lettura una
parte della prima scena del secondo atto del mio dramma epico:
l'innamoramento, il "colpo di fulmine" che nasce tra Sigurdh e Halldóra...
Per la trama del secondo atto, andate
qui.
In questa pagina
potrete leggere lo schema definitivo dei personaggi.
Qui trovi i link
degli estratti inseriti finora.
Ingólf Arnarson
Sigurdh
(fra sé venendo trascinato dalle guardie che, quasi
comprendono il suo ammirare la vasta natura circostante)
O natura, così verdeggiante e bella,
ti scorgo ancora natura feconda,
per abbracciarti ed ammirarti,
per contemplarti l’ultima volta!
Un verdeggiante manto ti ricopre,
un tundroso terreno ti percorre.
(Pausa)
Intravedo fra i cespugli
una graziosa figura,
un fiammeggiare d’occhi:
la luce, è laggiù la luce,
in quegl’occhi si bei l’anima mia!
Graziosa beltà, che tra le frasche
ti nascondi e, in molte liste
ti abbandoni alla mia vista:
aure lucenti, aure tremanti,
sospirata immensità.
(Pausa)
Contro le guardie la sua gente
s’avvicina: forse è la salvezza…
Halldóra (fra sé, rapita nel mirare Sigurdh)
Come vorrei sapere il nome
di quel giovane: atroce tortura
sta subendo, quale vista!
Come bello coglie i raggi
nel bel volto baciato dal sole.
Come in lui vedo spuntare
un’alba dorata: libertà,
estasi, sogno;
vorrei librarmi in volo
nei suoi begl’occhi,
quasi farfalletta leggera
inondarlo con i miei baci.
In quel vasto mare
vorrei annegare e naufragare,
per poi trovare sicuro porto
alle mie pene; addolcire potrebbe
il mio errare all’estrema ricerca,
all’ombroso e sospirato riparo.
O agognata spiaggia,
solo tu puoi consolarmi,
solo tu puoi rapirmi
nell’eterna notte,
nell’estasi del mondo!
Soffro per le tue pene,
il tuo dolore mi schianta
e mi getta in un baratro,
in un abisso infuocato.
Amore mio, corro a salvarti,
ad abbracciarti; vieni
fra le mie braccia, amore mio!
Una voce
(fuori scena)
I loro occhi si incontrano,
si toccano, quasi si baciano;
entrambi si portano
una mano al cuore
e si rincorrono con gli sguardi.
Sigurdh
(fra sé, anche lui rapito)
La luce, la luce!
È lei la luce:
l’estrema speranza;
voglio finalmente amare
e poi rapirmi
e morire d’amore
in un estremo amplesso:
immortalare l’amor mio per lei,
fiaccola della mia vita,
gioia suprema dell’infinito amore.
(19/7/1993-14/5/2010)
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Continua nella lettura con il prossimo brano, vi auguro una buona lettura!