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Per una strada by
Emanuele Marcuccio
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www.joetiziano.it.
Immagine di sfondo da: http://www.freshwallpapers.eu/uploads/wallpapers/2010/11/09/1595/ccab1db3790ed70b4b8e25e9062416bd.jpg
Il sito "freshwallpaper.eu" mi ha autorizzato ad utilizzare
questa immagine a mia discrezione, come copertina del mio dramma epico
d'Islanda, il mio prossimo libro.
Ecco il testo originale della mail: «Well you can use the image for your book
cover for free, how you use it, its up to you. You can remove the watermark if
you wish so (I prefer you won’y but it’s up to you). Good luck with your book».
Ringrazio un amico poeta per la traduzione della mail: «Puoi usare liberamente
l'immagine come copertina del libro, come utilizzarla è a tua discrezione. Puoi
rimuovere il watermark se vuoi (ma preferirei di no, comunque è a tua
discrezione). Buona fortuna col tuo libro.».
E un'amica pittrice mi ha detto che sarà orgogliosa di farne un dipinto, la cui
immagine sarà utilizzata come copertina del poema.
Il mare abbraccia montagne, il dolore abbraccia la speranza, la speranza di
commuovere cuori di pietra in un'alba d'amore, di pace e libertà.
Questa è la sintesi del messaggio che ho voluto lanciare con la scrittura degli
oltre 2000 versi del poema (mi manca di terminare di scrivere il quinto ed
ultimo atto), di cui questa immagine costituisce la sua perfetta sintesi
immaginifica.
Per la
trama del secondo atto, andate qui.
In
questa pagina potrete
leggere lo schema definitivo dei personaggi.
Qui trovi i link
degli estratti inseriti finora.
Ingólf
Arnarson
Dramma epico in un prologo e cinque atti
Atto Secondo
Scena Quarta
(vv. 333-376)
Cella cupa e oscura di Ingólf, in eco si sente inneggiare in modo
gregoriano il “Veni Creator”.
È notte.
Ingólf, Padre guardiano.
Padre guardiano (sempre con umiltà)
Qui trova alfin riposo
anima pia, mangia pure
il frugale cibo, volentieri
lo doniamo alla pecorella
del buon Pastore.
Pax tibi!
(Si allontana, Ingólf resta solo e alquanto turbato, l’eco del
“Veni Creator” cessa)
Ingólf (prorompendo, fra sé)
Fuggi, pensiero di pace, fuggi!
Perché mi tormenti, o ingannatore?
Ti colpirò malnato traditore,
dove mai potrai fuggire
la mia ira, scoprirò
dove ti rintani, e l’ignobile feccia
che t’accompagna; stride
il mio furore, stride
la mia spada, freme
l’ardore battagliero.
Mai desisterò dal colpirti,
mai, ti ucciderò!
(D’un tratto una luce flebile in quell’immensa oscurità attira
la sua attenzione e, una voce sente incomprensibile.
È sorpreso e quasi atterrito)
O debole luce!
O soave voce!
A ché mi inviti?
Armonia incomprensibile,
verecondo raggio,
perché qui ti presenti?
A me, violento tiranno,
truce bandito!
Sempre le tenebre
ho avuto accanto,
e ora… questa luce!
O vana visione, parti!
Allontanati dal reo,
non incolparmi:
è il folle mio furore
a compiere tali lutti!
Fuggi, fuggi spietata, allontanati!
Ma… forse io vaneggio,
la mente è ottenebrata…
e la lucente immagine mi trafigge!
(La visione aumenta a dismisura la sua
luminosità ma, dura un solo istante,
come un lampo abbagliante.
Poi, ancora l’oscurità più cupa e più nera)
Sei svanita, o dolorosa visione!
Vana ora mi sembri:
ombra del mio furore.
L’oscurità prorompe innanzi a me,
m’affligge il tedio, riposo non trovo,
il mio guerriero spirito urla tonante!
(Stringendo i pugni quasi in segno di vittoria
ma, con sconforto)
(20/6/1994-6/6/2010)
Trovate questa scena anche su questa pagina, si tratta di una pagina di facebook e, quindi, visualizzabile anche dai non iscritti.
Continua nella lettura con il prossimo brano, vi auguro una buona lettura!
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