Sulla mia
produzione poetica hanno scritto, tra gli altri: Luciano Domenighini
(critico letterario e poeta) «[...] una versificazione originale, con vaghe
reminiscenze leopardiane, ma sostanzialmente libera e spontanea, sostenuta da
una musicalità sicura, avulsa da urgenze metriche, eppure talora realizzata in
strutture metrico - retoriche complesse e raffinate. [...] Nonostante
l'alternanza della resa qualitativa, appare evidente un denominatore comune:
l'assoluta naturalezza e spontaneità di questo verseggiare d’acchito, immediato,
disinibito e, diciamolo pure, nei momenti migliori felicemente ispirato. È
singolare notare come le migliori di queste composizioni abbiano in realtà
un’articolata e talora complessa struttura metrico-retorica, toccando punte
ragguardevoli di originalità e raffinatezza. Questi risultati formali tuttavia
non tradiscono la fatica e l'artificiosità spesso frutto di lunghe elaborazioni,
ma appaiono provenire direttamente e chiaramente, senza mediazioni, dai momenti
della più felice ispirazione. [...] Nella pressoché assoluta libertà di impiego
di moduli stilistici e soluzioni lessicali, nel lasciarsi guidare
dall'ispirazione e dallo spontaneo sgorgare della parola poetica; nel tendere
l'orecchio insomma alla musicalità del verso come spontaneamente gli proviene
dal cuore e dalla mente, e nel saperla tradurre in versi limpidi e carichi di
emozione, sta la caratteristica principale di questo poeta, per conoscere il
quale la raccolta "Per una strada", opera prima, pur nella sua varietà
stilistica e nella inevitabile impronta esperitiva, rappresenta una fonte
preziosa ed esauriente.»; Alessandro D’Angelo (critico letterario,
critico d'arte, poeta e scrittore) «[...] sin dai primi versi della poesia di
Emanuele Marcuccio emerge, come un sole all’alba, la sua profondità di pensiero,
nascosta dietro un brillante poetare. L’essenza del suo messaggio si nasconde
fra i meandri delle veloci comparizioni di pensieri espressi e taciuti, ora
rimasti nascosti, ora rivelati attraverso l’espressione di sentimenti esplosivi
come la luce creata dalle stelle in una limpida notte d’estate. [...]».
Tommaso Mazzoni (compositore, poeta, scrittore e linguista) «[...] In un
primo approccio, si “avverte” solamente lo stormire dell’avanzare di un
temporale, e non si percepisce appieno, ed immediatamente, la tempesta che,
specie in talune liriche, si farà invece poi riconoscere; eccome.
Dalla culla dell’italica poesia, d’altronde, dovevo supporre un qualcosa di così
intenso. Talvolta, sotto la parvenza dell’essenzialità, scaturiscono tesori
preziosi. [...] un alcunché di erompente dall’inconscio, giammai da un calcolato
puzzle di versi dal rinfuso rincorrersi di frasi staccate alla bene e meglio con
"a capo" improbabili. Al contrario, nella poesia del Marcuccio ogni cosa sta al
posto giusto, vorrei dire quasi naturalmente; od almeno con sapiente sebbene non
studiata naturalità. Naturalità, in ogni evenienza, che nulla toglie - semmai
aggiunge - al valore primigenio dettato da autentica ispirazione. [...]».
Santina Russo (poetessa) «[...] Uno stile delicato e semplice ma non immediato:
è necessario leggere più volte le poesie di Emanuele Marcuccio per accorgersi
che ogni volta si coglie in esse un messaggio diverso, probabilmente perché non
ha voluto trasmettere le proprie idee al lettore ma proporgli spunti attraverso
i quali percorrere nuovi orizzonti filosofici e letterari.
Le pagine scorrono una dopo l'altra fluidamente, come fluido è il pensiero
dell'autore che si snoda in versi liberi segnati da una sempre accentuata
musicalità che conferisce eleganza e dolcezza a ciascuna poesia. La scelta del
verso libero, dettata dal desiderio di lasciare che i pensieri scorrano nei
versi liberamente, senza sottostare a rigide strutture metriche che potrebbero
ingabbiare la creatività artistica [...]». Matteo Chiavarone (critico
letterario) «[...] alternano istantanee immaginifiche di un forte ed intimo
lirismo ed evocazioni di autori del presente e del passato, personaggi storici e
dell’universo mitico - letterario. Ombre o fantasmi che appaiono come elementi
poetici, numi tutelari, universi paralleli e opposti che ora attraggono, ora
ispirano, ora si sovrappongono. [...]». Annalisa Stamegna (critico
letterario) «[...] Emanuele Marcuccio attua, nei suoi versi, un’analisi tematica
innovativa e vasta. È attento alla descrizione delle emozioni, che affiorano
attraverso un’accurata analisi delle parole e delle espressioni, che risultano
ricercate, musicali, a volte classicheggianti.
Interpone il suo punto vista a quello della storia o della cronaca in
componimenti che prendono spunto da personaggi o ragioni storiche di varia
natura [...]. Marcuccio ci appare come un maturo conoscitore dell’animo umano, e
- come un pittore ritrae le sue tele ammirando il paesaggio - egli dipinge i
suoi versi ricercando dentro di sé gli elementi che compongono la natura umana,
collocandoli nell’armonia del mondo con liricità e pathos.». Sabina Mitrano
(critico letterario) «Lirica, questo è il termine forse più appropriato per
descrivere la poesia di Emanuele Marcuccio, lirica nel senso vero e classico del
termine: auliche le forme, profondi i temi e le riflessioni, intima la voce che
pacatamente grida le sue sensazioni. Sullo sfondo si avverte la conoscenza e la
padronanza delle tecniche poetiche, il richiamo alla tradizione, ad esempio al
simbolismo e all’ermetismo italiano, ma la parola resta ferma ed originale a
dipingere con leggere pennellate stati d'animo vasti e complessi, ispirazioni
dolci e commosse, “scrosci di tempesta” dal cielo e dall'anima.
Usando tutte le potenzialità della parola, metafore dal sapore leggero e
profondo, arcaismi e musicalità dai toni più diversi, il poeta comunica la
propria visione del mondo alla ricerca di una risposta esistenziale, forse
“ombra di un orizzonte chimerico”.», per gentile concessione del sito “aphorism.it”.
Giorgia Catalano (poetessa) «Emanuele Marcuccio riesce a trasportare il
lettore lontano, in una dimensione dove la sua passione per la poesia trasfonde
un senso di rinnovata freschezza nell'animo di chi a lui si avvicina.».
Rosalba Di Vona (poetessa) «Emanuele Marcuccio è autore che entra nel cuore
della poesia con tutta la sua cocciuta passione, trattandola con delicatezza e
con altrettanta fermezza, la cultura classica fa da corollario alle emozioni che
sa trasporre nelle sue liriche e che ne sono il vero caposaldo. Far parlare
l'anima come fa lui, con entusiasmo spontaneo e sincero e con abilità consumata
è per pochi, è per chi della parola è padrone e delle emozioni il suddito
fedele.». Maria Grazia Compagnini (docente di lingua e letteratura
italiana) «Ho sempre definito Emanuele Marcuccio "il poeta dell'anima". Nelle
sue poesie traspare la sua anima e si avverte subito la sua grande sensibilità.
Le sue poesie arrivano direttamente al cuore e noi lettori percepiamo tutte le
sue emozioni e sensazioni. [...] Definirei Emanuele Marcuccio un poeta di altri
tempi e nello stesso momento attuale ai giorni nostri. [...]». Rosa Cassese
(poetessa e docente di lingua e letteratura italiana) «Poesia allo stato puro,
priva di retorica, ma elaborata; può dare l’impressione di essere spontanea, ma
sgorga dal cuore, e arriva a quello di tutti i lettori, che si ritrovano in
molti versi, sofferti, e vissuti. Liriche molto penetranti e dalla piacevole
lettura, che deve essere attenta per insinuarsi nei suoi reconditi sensi».
Pierangela Castagnetta (poetessa) «La metrica utilizzata dall’autore è varia
poiché il suo “poetare” è libero, non segue regole se non quelle della
musicalità dettata dall’anima e dal pensiero, dalla parola che, unita al
pensiero, diventa suono e che – grazie all’inchiostro – si poggia su bianche
pagine dando libero sfogo a quel filo nero o blu che inizia a scorrere».
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Per una strada by
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Immagine di sfondo da: http://vitaperimmagini.blogspot.com/2007/09/spettatori-al-tramonto.html