“il crocifisso non genera nessuna
discriminazione. Tace. è l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso
per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La
rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha
cambiato il mondo? (…) Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe,
possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene
offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse
morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso
è il segno del dolore umano”.
“Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano
destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo… prima di Cristo nessuno
aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri,
credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di
lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la
solidarietà fra gli uomini… A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo
sappiano fin dai banchi della scuola”.
Natalia Ginzburg.
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