Scrivo poesie dal 1990, nell'agosto del 2000 ne sono state pubblicate 22
presso l'Editrice Nuovi
Autori
di Milano.
Non scrivo in rima per scelta, per me questa blocca o vincola l'ispirazione
poetica.
Se la rima raramente è presente, è solo spontanea.
La metrica e la rima sono solo due dei mezzi, non necessari, per pervenire alla forma della poesia.
La rima non spontanea l'ho utilizzata soltanto in una poesia per puro sperimentalismo stilistico.
Nella mia poetica ci sono tre punti fermi: la spontaneità, la musicalità, la
scorrevolezza, la fluidità del verso.
Il mio ideale poetico si esprime nell'essere semplice ed allo stesso tempo profondo e, penso che, sia cosa piuttosto
difficile non utilizzando la rima. Cerco anche la musicalità del verso, cosa
oltremodo difficile, se non si scrive in rima.
Seguo una struttura su due fasi fin dal 1990: la prima fase è quella che io chiamo "il primo fuoco dell'ispirazione" che, può giungere in qualsiasi momento con l'affiorare alla mente dei primi versi; quindi, mi metto subito a scrivere in brutta copia, su di un qualsiasi foglio di carta e, mentre scrivo, penso i successivi versi da mettere sulla carta. La seconda ed ultima fase si riferisce alla ricopiatura in bella copia con i vari aggiustamenti grammaticali e retorici, aggiungendo, a volte, anche dei nuovi versi o parole. In seguito, durante la correzione di bozze, in previsione della pubblicazione, potrei operare dei piccoli cambiamenti variando la posizione delle parole, sostituendo qualche parola o la disposizione del verso perché, quello che cerco, oltre alla freschezza della spontaneità, che è la prima cosa, è la fluidità e la musicalità del verso, senza quasi mai usare la rima, servendomi di giochi fonetici delle consonanti e coloristici delle vocali giungendo in alcune poesie alla metrica spontanea (come ha notato, nella prima recensione al mio libro, un amico poeta e critico letterario), senza mai stravolgere il senso e l'ispirazione primigenia della poesia.
Diverso è stato il caso della mia unica
poesia
scritta in rima, in cui dapprima è arrivato il primo fuoco dell'ispirazione
con i primi due o tre versi, successivamente mi sono dedicato alla ricerca
della rima, unita al tipo particolare di rima (forse la più difficile,
quella incatenata ma senza usare la metrica) e, alla proprietà di linguaggio
(quello dell'italiano antico) con
l'applicazione delle figure retoriche più adatte.
Come vedete, in questo caso ci sono state tre fasi, e mi meraviglio che mi
sono bastati soltanto due giorni; l'ho scritta mentre mi preparavo agli
esami di maturità classica e vocaboli danteschi frullavano impazziti nella
mia testa.
Uso le figure retoriche e cerco di usarle in maniera spontanea, cercando
sempre la musicalità del verso, senza fare uso della rima; ho usato anche lo
zeugma, che usa molto Dante.
La figura retorica che uso di più è l'enjambement
e, mi piace molto l'anafora.
Alcune curiosità: una mia
poesia dapprima l'ho scritta
su uno scontrino della spesa, poiché, appunto, mi trovavo per strada, una
poesia sulla propria ispirazione poetica.
Proprio da questa poesia ho tratto il titolo del mio libro che è stato
pubblicato il 26 marzo 2009, dalla
SBC Edizioni di Ravenna.
Nel 2006 ne ho scritto anche una in piedi sull'autobus affollato, che è
l'ultima delle poesie pubblicate nel mio libro.
Leggete questa mia introduzione alla poesia...
e indicate la pagina...
Per una strada by
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