Munnu crudili Mondo crudele
   
Arrusbigghiati munnu, Svegliati mondo,
arrusbigghiati ventu; svegliati vento;
lu ventu si scatina, il vento si scatena,
lu ventu è tirannu il vento è tiranno
e dintr’i casi trasi. ed entr’addentro le case.
Lu munnu è crudili Il mondo è crudele,
lu munnu è malignu il mondo è maligno
e scampu nun lassa: e scampo non lascia:
purtusu ppi ricoviru pertugio per rifugio
d’a povira genti. della povera gente.
   

                                    (13/11/2010)

                                            (17/11/2010)
  (Entrambe edite nell'antologia di autori vari "La biblioteca d'oro - Poesie in siciliano, Unibook, aprile 2011)
 

Emanuele M.

   

All'amico poeta Alessio Patti, esperto cultore della lingua poetica siciliana, alla mia cara terra di Sicilia che mi ha generato, con il mare che dolcemente l'abbraccia e l'accarezza ma che, purtroppo...

Da notare il quinto verso "ed entr’addentro le case." con cui ho voluto creare un corrispettivo sonoro del quinto verso della versione originale in siciliano, quel "e dintr’i casi trasi." che, letteralmente si sarebbe dovuto tradurre con "e dentro le case entra" ma, se ne sarebbe perso un corrispettivo sonoro. Non ho voluto fare una semplice traduzione letterale, che è sempre un tradimento della versione originale.

Quel vento è metafora della crudeltà del mondo, in realtà rappresenta le crudeltà dei malvagi; il distico anaforico con i due imperativi iniziali vogliono essere un’esortazione, un avvertimento ad agire diversamente. È proprio la malvagità, la tracotanza di una minoranza di uomini a rendere crudele il mondo, come ci insegna il sommo Dante "L'aiuola che ci fa tanto feroci".
Dopo 125 poesie scritte in lingua italiana ci voleva una poesia in lingua siciliana, da tempo aspettavo che venisse alla luce (quasi vent'anni) e l'ispirazione mi ha raggiunto proprio dopo la lettura ad alta voce della magistrale traduzione (dello stesso Alessio) in lingua poetica siciliana della mia "Là, dove il mare...".
Non so se altre ne seguiranno, io lo spero e, ringrazio di cuore il caro Alessio, per i complimenti e per l'augurio di una nuova stagione poetica siciliana, inaugurata da "Munnu crudili".

 

«E per prima cosa facciamo un esame mentale a proposito del siciliano, poiché vediamo che il volgare siciliano si attribuisce fama superiore a tutti gli altri per queste ragioni: che tutto quanto gli Italiani producono in fatto di poesia si chiama siciliano; e che troviamo che molti maestri nativi dell'isola hanno cantato con solennità. [...]
Il volgare siciliano, a volerlo prendere come suona in bocca ai nativi dell'isola di estrazione media (ed è evidentemente da loro che bisogna ricavare il giudizio), non merita assolutamente l'onore di essere preferito agli altri, perché non si può pronunciarlo senza una certa lentezza... Se invece lo vogliamo assumere nella forma in cui sgorga dalle labbra dei siciliani più insigni... non differisce in nulla dal volgare più degno di lode.».

(Dante Alighieri, De vulgari eloquentia, I, XII)

«La lingua siciliana, troppo spesso declassata da molti a "dialetto" è, in realtà, una lingua a tutti gli effetti. Molti filologi ed anche l'organizzazione Ethnologue, descrivono il siciliano come "abbastanza distinto dall'italiano tipico tanto da poter essere considerato un idioma separato", come risulta anche confrontando il lessico, la fonologia, la morfologia delle due varietà linguistiche. Peraltro, il siciliano non è una lingua derivata dall'italiano, ma, al pari di questo, direttamente dal latino. La lingua siciliana esiste da centinaia d'anni, la tradizione poetica siciliana nasce con la corte federiciana nel XIII secolo e fioriscono da allora illustri poeti e cantori in siciliano aulico che costituiscono tuttora modelli per un'eventuale canonizzazione della lingua poetica siciliana scritta. [...] È doveroso, a tal proposito, specificare che non esiste attualmente una canonizzazione condivisa della lingua siciliana, soprattutto a livello orale, dove sono evidenti le differenze fonologiche, morfologiche e lessicali da una zona all'altra della Sicilia. Diverso, il discorso per la lingua scritta, per la quale esiste una tradizione secolare alla quale poter far riferimento per una produzione poetica siciliana a regola d'arte.».

Santina Russo, dalla prefazione all'antologia di autori vari La biblioteca d'oro - Poesie in siciliano, Unibook, aprile 2011, in cui è stata pubblicata la mia "Munnu crudili" insieme ad altre 14 poesie di autori vari.

 

Nella mia pagina-facebook (visualizzabile anche dai non iscritti) potrete visualizzarne anche i manoscritti.

                               

 

Per una strada by Emanuele Marcuccio is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at www.joetiziano.it.

Per la foto di sfondo:

upload.wikimedia.org

 

 
  CSS Valido!

Lasciate un commento e indicate la pagina...

 
 

HOME