Protetti dai diritti d'autore. Pubblicati ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza
l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e
171-ter della suddetta Legge.
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
ALL RIGHTS RESERVED
TOUS LES DROITS RESERVES
I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di
adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i
paesi.
Per una strada by
Emanuele Marcuccio
is licensed under a
Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at
www.joetiziano.it.
Immagine di sfondo da: http://www.freshwallpapers.eu/uploads/wallpapers/2010/11/09/1595/ccab1db3790ed70b4b8e25e9062416bd.jpg
Il sito "freshwallpaper.eu" mi ha autorizzato ad utilizzare
questa immagine a mia discrezione, come copertina del mio dramma epico
d'Islanda, il mio prossimo libro.
Ecco il testo originale della mail: «Well you can use the image for your book
cover for free, how you use it, its up to you. You can remove the watermark if
you wish so (I prefer you won’y but it’s up to you). Good luck with your book».
Ringrazio un amico poeta per la traduzione della mail: «Puoi usare liberamente
l'immagine come copertina del libro, come utilizzarla è a tua discrezione. Puoi
rimuovere il watermark se vuoi (ma preferirei di no, comunque è a tua
discrezione). Buona fortuna col tuo libro.».
E un'amica pittrice mi ha detto che sarà orgogliosa di farne un dipinto, la cui
immagine sarà utilizzata come copertina del poema.
Il mare abbraccia montagne, il dolore abbraccia la speranza, la speranza di
commuovere cuori di pietra in un'alba d'amore, di pace e libertà.
Questa è la sintesi del messaggio che ho voluto lanciare con la scrittura degli
oltre 2000 versi del poema (mi manca di terminare di scrivere il quinto ed
ultimo atto), di cui questa immagine costituisce la sua perfetta sintesi
immaginifica.
Trama dell’Atto Quarto
Nella notte successiva, Ingólf, Vigfús, Olaf e Hákon riescono a rapire
Halldóra, come avevano pianificato alla fine del terzo atto. L’indomani,
all’aurora, Sigurdh è immerso in un meraviglioso paesaggio ed è intento ad
ammirare il tutto: ampia e vasta veduta delle montagne, sormontate da salici e
betulle e, in lontananza, anche un ruscelletto, lo stesso della scena d’amore
del secondo atto.
Giunge Steinar, che non ammira questo paesaggio considerando il tutto null’altro
che inganno; addirittura vorrebbe che non sorgesse più il sole, “almen
nell’ombra nessuno / baderebbe alle inezie / ma solo all’azione e al lampo
d’un’impresa!”. Queste parole provocano il pacato rimprovero di Sigurdh, che
cerca di spiegare quale grande importanza abbia il sole per lui che è un
marinaio e per le piante e per tutti, come dice: “… la sua luce ci sostiene / e
non ci fa vagare nelle tenebre / e nella folle ignoranza”. Ma Steinar non
ascolta, d’improvviso spunta dalla macchia un orso rabbioso, che gli si avventa
contro; prontamente Sigurdh sguaina la spada per difenderlo e, nella lotta,
ferisce a un occhio l’orso che allenta la presa e, sentendo il suo cucciolo
chiamare, si allontana. Steinar è rimasto ferito alla spalla sinistra e Sigurdh è
convinto che siano quei pazzi cacciatori del villaggio di Björn a rendere così
feroci gli animali; così, Sigurdh salva la vita al suo rivale, la sua grande
lealtà non gli avrebbe mai permesso di abbandonarlo al suo destino e,
sorreggendolo si avviano verso il villaggio.
Nella tarda mattinata il padre Ragnar scopre con dolore il misfatto e comprende
che sua figlia è stata rapita, sicuramente è Björn il responsabile. Così, chiama a
raccolta i suoi uomini e li invia in cerca della figlia, nel trambusto generale
giunge Steinar, sostenuto da Sigurdh, vengono a sapere da Ragnar del rapimento e,
subito partono per unirsi agli uomini; alla spedizione si è unito
insistentemente anche Steinar, credendo che la sua ferita non sia poi così
grave.
Segue la scena di un monologo di Halldóra prigioniera.
Giunti segretamente al villaggio di Björn, riescono ad entrare dove viene tenuta
prigioniera Halldóra; Steinar viene fatto prigioniero, la ferita si è fatta
sentire e non è riuscito a difendersi, Sigurdh non vuole abbandonarlo, al che
Halldóra, vivamente sorpresa fugge via, non riuscendo a comprendere il
comportamento di Sigurdh.
Viene dato l’allarme, accorrono tutti, anche Ingólf, che si scontra con
Sigurdh
e si battono a duello. Frattanto Halldóra, per distrarre l’attenzione ha
appiccato un incendio, cosicché tutti si affrettano a spegnerlo. Sigurdh ferisce
a tradimento Ingólf, proprio per interrompere quel duello ed essendo molto
preoccupato dell’incolumità di Halldóra. L’incendio viene presto spento, segue
un monologo di Steinar prigioniero, segue la scena della lunga notte di Ingólf,
che lotta fra la vita e la morte; sente una voce, in un fortissimo divampamento
di luce, dolce e pacata, che gli dà sollievo, lo ammonisce gravemente e gli
profetizza che spetta solo a lui salvarsi, così, quella voce cessa e quella luce
si dilegua molto lentamente.
Ingólf cade a terra, ormai mutato nello spirito e nell’anima, comprende i suoi
gravissimi errori e, mentre tutti stanno dormendo, si avvia verso i monaci
irlandesi.
(28/6/1998, modificato l'11/5/2010, ulteriore modifica il 16/10/2011)
Trovate questa trama anche su questa pagina, si tratta di una pagina di facebook e, quindi, visualizzabile anche dai non iscritti.
Continua
soltanto sul futuro libro, spero pubblicato entro il 2012, vi auguro una buona lettura!