Mie massime e pensieri

N. 1

Il dolore è come il mare, nel suo indistinto ondeggiare e rifluire incessante.

 

N. 2

Il dolore, fuori da ogni religione, è un avvertimento a non ucciderci.

 

N. 3

Musica è strumento con cui l'uomo può intuire l'universo.

 

N. 4

La letteratura dà voce ai sogni dell'umanità, ai suoi dolori, alle sue speranze e, leggere un classico significa immergersi in un mondo lontano ma allo stesso tempo vicino ai nostri sogni, alle nostre speranze, ai nostri dolori.

 

N. 5

Felicità è essere capaci di guardare il mondo con meraviglia.

 

N. 6

Tutto quello di cui scriviamo, tutto quello che facciamo, è già passato.
Non possiamo fermare il presente, perché è già passato.
Ci illudiamo del futuro, ma si confonde con il presente e si dissolve nel passato.

 

N. 7

La follia della disperazione porta alla divisione, alla distruzione e alla guerra; la speranza alla gioia, alla concordia e alla pace.

 

N. 8

 L'amore è l'unica arma che abbiamo contro il dolore.
 

N. 9

Solo al momento della morte, questo nostro orologio sconnesso della vita dirà l'ora esatta.

 

N. 10

L'ispirazione artistica è come una strada senza fronde, in cui si perde fuggitivo il nostro inconscio.

 

N. 11

Si è veramente se stessi, se lasciamo agire il fanciullo che è in noi.

 

N. 12

Quando iniziamo a sognare leggendo un libro, ecco che il tempo ci sembra scorrere più lentamente.
In realtà corre veloce, come il vento.

 

N. 13

Il poeta sintetizza compiendo un'analisi, lo scrittore analizza compiendo una sintesi.

 

N. 14

Nelle arti, come nella vita, se c'è spontaneità, c'è anche personalità.

 

N. 15

Se si legge un classico, si va sul sicuro e si evitano delusioni.
Perché un classico nasconde in sé, tutto un mondo da scoprire, e quel mondo ci assomiglia.

 

N. 16

Gli amici si mostrano tali nel momento del bisogno, gli ipocriti si tolgono la maschera e smettono di recitare.

 

N. 17

Possiamo giudicare e discutere sui comportamenti umani, ma non possiamo giudicare un essere umano.

 

N. 18

La cultura è sempre un divenire, la cultura è viva ed è la riflessione che genera cultura e quindi genera buoni lettori e, di conseguenza, buoni libri.
La cultura non è erudizione, sarebbe lettera morta e lo stesso sarebbe dei libri che ne verrebbero fuori, di qui a cinquant'anni saranno caduti nel dimenticatoio.
La stessa parola cultura, letteralmente si riferisce a tutte le cose che si stanno per cogliere, che si stanno per coltivare, quindi la cultura dà i suoi frutti ed uno dei frutti della cultura sono i buoni libri.

 

N. 19

Poesia è l'essenza dell'introspezione.
Poesia è trasfigurazione del proprio mondo e del mondo.

 

N. 20

Non rinneghiamo mai il proprio dialetto.
Chi rinnega il proprio dialetto, ha rinnegato la terra che lo ha generato, ha rinnegato le proprie radici culturali.

 

N. 21

Agosto può raggiungerci in qualsiasi mese, quando il tedio soffocante della solitudine ci assale o, quando ci ritroviamo smarriti e senza meta.

 

N. 22

Quando ci incamminiamo lungo il sentiero scosceso dell'arte della scrittura, se alla base manca l'ispirazione, tutto è inutile.
La riflessione e di conseguenza la scrittura, sono figlie dell'ispirazione.

 

N. 23

Ognuno si crede in diritto di giudicare una persona, quando invece neppure sappiamo noi chi siamo veramente.
Ogni uomo è un mistero a se stesso.

 

N. 24

Per parlare d'amore, non è necessario essere dei letterati o dei poeti, basta essere sinceri e guardare negli occhi la persona amata.
Questo vale più di mille poesie e di mille romanzi d'amore.

 

N. 25

Un poeta non deve mai lasciarsi condizionare dal marketing, dal consumismo o dalle mode del tempo, la sua ispirazione non sarebbe più spontanea e sincera, deve bensì lasciar parlare la propria anima, senza alcun condizionamento.

 

N. 26

La felicità dura il tempo di un istante ed attimi di felicità si perdono nella nebbia del tempo.

 

N. 27

L'ispirazione è breve, fuggitiva e svelta, ai poeti il compito di afferrarla e trattenerla stretta al proprio cuore. La meraviglia, lo stupore, i sogni, l'amore: il solo nutrimento all'ispirazione.

 

N. 28

La stella dei poeti è la nostra ispirazione, capricciosa padrona che spesso tarda a farci visita.

 

N. 29

Un cuore incapace di perdono, è un cuore debole e fragile come l'argilla e l'ira lo consumerà.

 

N. 30

La voce della poesia, non è mai passiva. Questa voce cerca sempre di emozionare, portare allo scoperto l'anima, come scrivo in una mia poesia "l'obliato proprio sé fanciullo", emozionando poeti e lettori capaci di ascoltarla e, sottolineo ascoltarla, nell'accezione più profonda del termine.

 

N. 31

Spesso il poeta raccoglie sogni che altri hanno disperso e, cerca di far rivivere quei sogni emozionando.

 

N. 32

L'anima del mondo ha ali ad abbracciare il tutto.

 

N. 33

Il poeta cerca sempre di emozionare i suoi lettori, è questo il suo fine e, quando quelli capaci e nella sua stessa linea d'onda si accostano ai suoi versi, scatta la comunicazione e, di conseguenza, l'emozione e l'ascolto.
La semplice lettura rimarrebbe lettera morta.

 

N. 34

Ritroviamo e ricerchiamo sempre l'obliato proprio sé fanciullo perché, solo con gli occhi dell'anima di un bambino si può essere davvero se stessi e si può volare alto, anche se camminiamo per una strada spesso irta di ostacoli, problemi e preoccupazioni.

 

N. 35

L'uomo, del suo agire insensato, cerca sempre di accusare qualcun altro, qualcos'altro o qualche animale, da qui nasce la superstizione, piaga di ogni religione.

 

N. 36

Penso che la musica sia la forma di espressione umana più alta e superiore a tutte le arti, anche alla poesia. Grazie alla musica, nella sua grandezza e profondità, possiamo arrivare persino ad intuire l'universo.

 

N. 37

La stato non fa altro che importunarci con la sua fastidiosa e puntigliosa burocrazia che, non fa altro che pungerci e importunarci come uno sciame d'insetti.

 

N. 38

Chi meglio dell'autore può tradurre una propria poesia in un'altra lingua?
In un certo senso avviene una ricreazione della stessa ma, quello che più importa, è che si senta la poesia, che si ascolti la sua voce, che permanga il suo spirito, anche se l'abito è cambiato.

 

N. 39

Possiamo considerare la figura di Elettra come il mito archetipico di ogni donna sottoposta ad ogni genere di violenza.
Cosicché, l'unica arma di difesa che ha la donna per sfuggire alla violenza è l'istruzione e, conseguentemente, i libri, quelli degni di questo nome e fonti di cultura per eccellenza.
Senza istruzione e quindi, senza libri, la donna sarebbe vittima di ogni genere di violenza.
Similmente, possiamo considerare Oreste come il mito archetipico di ogni difensore delle donne, ma solo per difendere e confortare Elettra.
Purtroppo, molti sono gli Egisto e pochi gli Oreste.

 

N. 40

Il poeta non è solo un cultore di sogni, ma sogna, si emozione e si meraviglia lui stesso; spesso vorrebbe perdersi in quei sogni, ma deve ritornare alla realtà, alla dura realtà, che usa come filtro e come ancora per non annegare.

 

N. 41

La poesia non è puro artificio, non è sterile costruzione ma piacere per gli occhi e per il cuore, qualcosa che ci meraviglia e ci colma d'interesse, che ci spinge a ricercar nuovi lidi, dove far approdare questo nostro inquieto nocchiero che è il nostro cuore.

 

N. 42

Cupo è il nostro tempo, cupa è la scena di questo mondo e il nostro sentire si inabissa in una tempesta.

 

N. 43

Il poeta sogna, si emoziona, si meraviglia; in caso contrario, tutto sarebbe puro artificio, sterile e fredda creazione, come voler scrivere su di un foglio di vetro.

 

N. 44

Non scrivo mai, se non sono ispirato quindi, il foglio rimane bianco solo per un attimo: l'attimo magico in cui la penna bacia il foglio ed inizia a scrivere ciò che l'anima detta.

 

N. 45

Penso che la cognizione del dolore ci porti a riflettere e ad interrogarci, da qui nasce in noi o la follia della disperazione o il bisogno di fede.

 

N. 46

La poesia è la più profonda forma di comunicazione verbale mai creata dall'uomo, il suo spirito vivrà sempre e la sua voce cavalcherà i millenni.

 

N. 47

Il silenzio parla al poeta e il poeta osserva anche nel buio.

 

N. 48

L'ispirazione è misteriosa, inconscia, fuggitiva e spiazzante; come una strada completamente spoglia di alberi, senza fronde, senza appigli.

 

N. 49

Sono i suoi lettori che creano l'autore e, in particolare, il poeta; un poeta non esiste senza i suoi lettori, che si servono della sua poesia per emozionarsi ed emozionare altri lettori.

 

N. 50

Superare le incomprensioni e riconoscere di aver sbagliato, nei propri giudizi su un autore, ci porta a crescere e a maturare in lungimiranza spirituale e intellettuale.

 

N. 51

L'offesa è l'arma della mediocrità e non è mai una scelta intelligente.

 

N. 52

Altalenanti sono le nostre emozioni, come fa un'altalena possono portarci verso il cielo o verso la terra, verso la gioia o verso il dolore.

 

N. 53

L'ispirazione non segue un ordine precostituito, è caos, siamo noi che cerchiamo di dargli un ordine con la scrittura.

 

N. 54

La chiusa ha un'importanza basilare, dalla sua riuscita o meno dipende la sensazione che rimane al lettore invitandolo a sostare e a rileggere una poesia.

 

N. 55

è dall'incipit che parte quel caos del primo fuoco d'ispirazione che, sviluppando una poesia giunge all'explicit con una degna chiusa.

 

N. 56

Il poeta modella le parole, le forma e le trasforma, le trasla nel significato e le trasfonde nel significante.

 

N. 57

La musica è universale e, a un genio come Beethoven, nemmeno la sordità ha impedito di continuare a sentirla nella sua anima più profonda, per poter mettere in musica le vibrazioni infinite dell'universo.

 

N. 58

Musicalità, fluidità e spontaneità, sintesi folgorante, ispirazione, senza mediazioni, né di metrica, né di rima: tutto questo è vera poesia.

 

N. 59

Il poeta è ribelle (rinnova la guerra, etimologicamente parlando) come il fuoco, niente è più ribelle del fuoco, ribelle ai canoni della prosa, ribelle anche ai segni d'interpunzione; le pause della poesia non sono le pause della prosa, la mancanza totale o parziale di segni d'interpunzione non fanno altro che dilatare il respiro di una poesia, le pause sono date dagli "a capo" e dal sentire del verso, dal suo significante.

 

N. 60

Una giustapposta punteggiatura ci dà il significato e l'enfasi di un verso, di ogni singola parola.
Il respiro, la profondità, la musicalità di un verso, il suo senso traslato sono dati dal significante di ogni singola parola, dal suo segno grafico, dalla sensazione, dall'emozione che ci trasmette ogni singola parola, dal suo trasfondersi su ogni singola parola.

 

N. 61

Sono solo due le forme di espressione che non accetto, né nella vita, né tanto meno in poesia: la bestemmia e la volgarità.
La bestemmia è sempre irrazionale, anche per un ateo.

 


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